Comunicazione

Comunicazione: perché mettere al centro la privacy è un vantaggio commerciale

Secondo la ricerca pubblicata da Statista, per il 2021, il 35% degli intervistati ha espresso preoccupazione su come le aziende potrebbero utilizzare i propri dati personali, mentre oltre il 40% ha dichiarato di rifiutare i cookie sui siti web. Inoltre, oltre il 20% degli intervistati ha affermato di utilizzare reti private virtuali per accedere a internet. Ecco perché mettere la privacy al centro del tuo marketing diventerà anche un vantaggio commerciale.

Il petrolio del terzo millennio sono i dati, questo ormai lo sanno anche le pietre. Conoscere le abitudini delle persone è il modo migliore per proporre servizi e prodotti adeguati ai loro desideri. Un ragionamento che vale anche per i programmi politici e persino per gli articoli di un giornale. Cosa vuole il tuo pubblico, il tuo abbonato, il tuo elettore o il tuo lettore? E’ la domanda da più di un milione, direi svariati miliardi di dollari o euro.

Senza arrivare a cifre astronomiche, a realtà aziendali e professionali basta molto meno. La famosa teoria dei 1.000 fan ci ricorda che per far prosperare la propria attività non serve una lista infinita di contatti. “I soldi sono nella rubrica” dice un vecchio adagio statunitense e, effettivamente, avere una community di persone che ti seguono ti garantirà solidità nel corso del tuo lavoro. Il Gdpr ha apportato cambiamenti epocali non solo in termini pratici e legali ma anche culturali. Non abbiamo solo imparato a creare la pagina per l’informativa su privacy e cookie, abbiamo imparato a interloquire con utenti sempre più sensibili all’uso dei loro dati. Ancora, la nuova versione di IOS per IPhone, poi, ha cominciato a fare della privacy un valore aggiunto per le vendite. Basta guardare anche l’ultimo spot che mette la privacy in risalto rispetto a qualsiasi altra caratteristica dello smartphone. “Zero data party” è una definizione che si va sempre più diffondendo, ovvero il fatto che sarà sempre più difficile avere dei dati personali e che, soprattutto, sarà sempre più difficili che siano completi e che diano dei risultati generali che abbiano un senso. Infine, sarà impossibile immaginare campagne pubblicitarie fondate su cookie di terze parti, come è avvenuto in maniera massiccia negli scorsi anni.

Cosa fare allora? Puntare sulle relazioni forti con gli utenti, clienti, elettori o lettori che siano. Stabilire dei rapporti che invoglino davvero il pubblico a far parte di una community, piccola o grande che sia, dando di propria volontà i dati necessari per campagne e promozioni. Tutelare la privacy dei clienti ha un valore commerciale, come ci ha insegnato Apple, e questo numero si può declinare a tutti i livelli, da quelli giganteschi delle grandi multinazionali a quelli più piccoli di imprese, studi e freelance.

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