Facebook: le foto ai tempi del Gdpr

L’introduzione del Regolamento Europeo 2016/679, meglio noto come Gdpr, ha impattato anche sulla privacy in ambito social network, a cominciare dal più grande e famoso ovvero Facebook.

Con l’ordinanza del 7 novembre 2019, resa nella causa n. 6359/2017, un giudice del Tribunale di Bari, ha ritenuto illegittimo l’operato di una signora, che ha pubblicato su Facebook quasi mille fotografie di un papà e dei suoi figli. 

Nonostante la richiesta ufficiale dell’interessato, tramite raccomandata, alla signora affinché rimuovesse quelle foto, è stata necessaria una causa per sancire un principio importante: le foto si possono pubblicare solo con il consenso, implicito o esplicito, degli interessati.

La signora è stata non solo costretta dal giudice a rimuovere tutte le foto ma anche condannata a pagare le spese legali e a risarcire l’interessato per ogni giorno di permanenza delle immagini su Facebook.

Tralasciando gli aspetti giuridici, che di certo non mi competono, posso solo tornare a fare un ragionamento che, al di là delle leggi, sia guidato dal semplice buon senso. Non tutti hanno piacere di essere “pubblicati”, per i motivi più diversi. Magari per la situazione, per la compagnia, per il look, non ha importanza. Ciò che conta è rispettare la libertà degli altri.

Facebook è un pilastro della mia attività, sia per la comunicazione che per il gdpr, e quindi lo studio quotidianamente con molta attenzione. Tuttavia, il problema non è mai lo strumento in quanto tale ma l’uso che ne facciamo.

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