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Gdpr: Puglia sesta in Italia per furti di identità

Quando si pensa che il Gdpr, il Regolamento europeo 2016/679, non ci riguardi poi tanto bisognerebbe leggere dati del genere. Sto parlando dei risultati della ricerca Crif, Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria, che evidenziano quanto siano, purtroppo, diffusi i furti di identità.

Non si tratta di un semplice passatempo di qualche buontempone ma di un’attività criminale che, attraverso il furto di dati personali e finanziari, cerca di ottenere crediti o di acquistare beni.

Adeguare la propria organizzazione al Gdpr significa anche mettere al sicuro i dati dei clienti.

Stiamo parlando di un ambito, quello del commercio online, fondamentale per la Puglia visto che secondo i dati della ricerca di EBay, riferiti alla provenienza regionale delle pmi impegnate sulla piattaforma, la nostra risulta tra le prime per numero e volume di affari delle vendite online, soprattutto all’estero.

I dati dell’osservatorio Crif ci restituiscono, solo per il primo semestre 2019, ben 16.700 casi di furti di identità per un incremento del 36,7% rispetto all’anno precedente. I risultati parlano di una media di circa 4.000 euro per truffa, che coloro che vengono maggiormente colpiti sono gli uomini e che, per finire, si tratta il più delle volte di furti finalizzati agli acquisti di articoli di abbigliamento, elettrodomestici e prodotti di lusso.

A poco serve imprecare o correre ai ripari quando i buoi sono già scappati dalla stalla. Siamo noi i primi difensori della nostra privacy, dei nostri dati personali. Sappiamo già quanto quei dati siano importanti. In un mondo digitale, infatti, un furto di identità significa che qualcuno sta “vivendo” nel web con le nostre sembianze. Può fare acquisti, farci rimettere soldi, ma potrebbe anche fare di peggio come commettere reati.

La nostra privacy è sotto attacco tutti i giorni, non solo con la finalità di frodi telematiche, anche per un uso improprio dei social network. Penso ad un caso di qualche giorno fa terminato (si spera) in Tribunale a Bari.

Che tu sia fruitore finale o gestore di un’attività, soprattutto online, non fa differenza: il Gdpr non è un fastidio o un’incombenza da liquidare firmando qualche moduletto. Non è un atto ma un processo che, se affrontato nel modo giusto, può apportare benefici sia all’organizzazione che agli utenti.

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  1. Facebook: le dirette sul Cura Italia > Gennaro Del Core

    9 Aprile 2020 at 7:03

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